5 ottimi motivi per non dimenticare i Mitchell

I Mitchell contro le macchine è un film d’animazione diretto da Jeff Rowe e Michael Rianda, prodotto da Sony Pictures e distribuito da Netflix. La storia è quella di una famiglia imperfetta, sgangherata e alquanto disfunzionale. Il rapporto più a rischio è quello tra padre e figlia, ovvero Rick e Katie. Lui, amante della natura, non riesce ad apprezzare la passione della figlia per la tecnologia e le sue aspirazioni da regista. Gli equilibri sono particolarmente fragili e Rick tenta l’ultima chance per ricompattare gli animi: organizzare un viaggio in auto attraverso il Paese per accompagnare Katie al college. Ma il percorso si trasformerà in un’avventura colossale e apocalittica. La famiglia più imperfetta del pianeta, con il loro fedele cane strabico, sarà chiamata a salvare l’umanità dall’aggressiva intelligenza artificiale.

Vi consegniamo 5 ottimi motivi per non dimenticarci di loro.

  • Elogio dell’imperfezione: Rick, il papà con i sogni a metà. Vive il difficile rapporto con una figlia adolescente cresciuta in fretta, fatica a star dietro ad una tecnologia che sembra distruggere la sua creatività. Katie, la figlia diversa, piccola nerd con la passione per il cinema. Non ammette di somigliare a suo padre più di quanto crede. Aaron, il più piccolo della famiglia, sensibile e super intelligente, con un debole per i dinosauri di cui conosce morte e persino miracoli, non riesce a rapportarsi con i suoi coetanei in maniera normale. Linda, moglie e madre, maestra di professione, con spirito di coesione, mette punti stella su tutti per premiare, ma non può fare a meno di confrontarsi con i Posey, la famiglia perfetta, instagrammabile e direttamente uscita da una rivista patinata. Monchi, il grassottello carlino strabico, il salvatore per eccellenza anche se non si sa se “cane” o “maiale” o “pane in cassetta”. Tutti insieme sembrano saltati fuori da un film di serie C, eppure le loro fragilità scorrono accanto alle nostre per ricordare quanto può essere straordinario essere diversi e strani.
  • Un universo più Umano: in un mondo che si sintonizza con il 5G e che ogni anno sforna nuovi modelli di smartphone e strumenti high tech sempre più performanti, il concetto di obsoleto, vecchio e superato è all’ordine del giorno. Anche PAL che vuole ribellarsi contro gli umani che l’hanno prodotta e subito messa da parte ha, di fondo, un’anima sensibile che vuole salvaguardare. Ma la riflessione più profonda giunge proprio dalla sua intelligenza artificiale: “voi umani non fate così anche con i sentimenti? Non siete anche voi usa e getta?”.
  • Il pensiero divergente: nonostante la ribellione contro le macchine e viceversa fin dal mito di Frankestein sia una tematica ben nota associata al rischio della sterile omologazione, il film lascia molto spazio a quello che viene chiamato pensiero divergente, proprio grazie al quale, con inusuale scoppiettante creatività, la famiglia difettosa riuscirà a compiere la sua missione nobile: salvare l’umanità.
  • L’audacia impudente: I Mitchell insegnano a scombinare un po’ le regole, ad infrangerle se necessario con quel pizzico di coraggio in più, di correre il rischio anche con semplicità, anche se il resto del mondo ci guarda storti e con disprezzo. 
  • Sono un’opera d’arte animata: è un film d’animazione caratterizzato da un ritmo serrato e particolarmente esplosivo. Ben oltre la semplicità della narrazione, vi è una ricercatezza estetica in grado di mescolare vari linguaggi e strumenti tecnici. Sono davvero impressionanti il character dal design originale e pieno di personalità, che alterna forme morbide ad altre più squadrate, così come una perfetta simbiosi tra elementi 3D e accenni di animazione tradizionale e fumettistica, che emergono sullo schermo sotto forma di emoticon, balloon e onomatopee. Non dimentichiamo l’apparizione di fotografie e video live action che formano un perenne collage animato. Un effetto ben riuscito in grado di rappresentare il bombardamento di immagini da cui siamo colpiti ogni giorno tra social e Web.

Fidatevi, dopo aver visto l’avventura della famiglia alternativa Mitchell, tutti avremmo un solo desiderio: adottare un carlino strabico e vestirlo con lo smoking!