Aspettando “Annette” di Leos Carax: “Holy Motors”

L’annuncio della scelta, come film d’apertura del prossimo Festival di Cannes, di Annette, nuovo film di Leos Carax, è un’ottima notizia per tutti gli appassionati di Cinema. L’autore francese, che ha realizzato soli sei film in quasi quarant’anni di carriera, ma capaci di segnarsi nell’immaginario cinefilo, torna a nove dal precedente Holy motors. Un film polarizzante, apparso come una meteora, che merita dunque ora una riscoperta.

Partendo proprio dalla suggestione che ci porta Annette, che sarà un musical tout court con protagonisti Adam Driver e Marion Cotillard, rappresentando dunque lo sbocco naturale di un corpus che ha sempre dato grande importanza alla musica e al ballo: come dimenticare ad esempio, la febbrile corsa di Denis Lavant sulle note di Modern love di David Bowie in Rosso sangue? O quando negli Amanti del Pont- Neuf, Michéle (Juliette Binoche), sull’orlo del suicidio, si lascia trasportare da una dolce musica suonata con la fisarmonica, a cui subentrano senza soluzione di continuità le ruvide note di Easy Girl di Iggy Pop?

In Holy motors sono ben due i momenti musicali: il primo è un vero e proprio Entr’acte in cui il protagonista, sempre interpretato da Denis Lavant, entra in una chiesa vuota e suona la fisarmonica assieme ad una improvvisa band. Sul finale troviamo invece Kyle Minogue che canta in un palazzo abbandonato pieno di ruderi, con malinconia e introspezione Who we are.

Entr’acte – Holy Motors

Ecco che allora ci accorgiamo che per Carax la musica e il suo ingresso, sempre diegetico, nelle pellicole, va di pari passo con la sua idea di cinema. Quell’idea che metteva in scena in Holy motors, portando avanti un delle riflessioni più mature sul medium degli ultimi anni. Straordinaria per un autore che ha all’attivo solo pochi titoli.

Carax stesso, nell’incipit del film, ‘viola’ la quarta parete, sfondando il muro di una stanza ad ore ed entrando in una sala cinematografica ‘assopita’, osservandola mentre si sveglia e risuona.

Come la città che si risvegliava davanti alla Macchina da presa dell’uomo di Dziga Vertov, il cinema all’interno di Holy Motors prende vita, guidato dalla limousine che trasporta Lavant per le strade parigine. La finzione si mescola al reale, il cinema alla realtà, la realtà al cinema.

E nella notte francese dove il quotidiano si innalza a straordinario e lo straordinario si fa reale, troviamo la musica.

Carax probabilmente non ha ancora smesso di pensare al cinema e alle infinite storie che può dare: torna alla sala – si spera – con Annette e torna al suono, al canto, al Musical.

La limo di Lavant non ha concluso la sua corsa. Ha fatto il giro ed è tornata a quel genere che accompagnò il cinema all’avvento del sonoro. E il cinema scenderà ancora una volta dai sedili in pelle dell’auto, e ancora una volta noi entreremo in una sala buia, pronti a risvegliarsi con lei.

Who we are in Holy Motors

Luca Sottimano, Gabriele Ragonesi