Fëdor Dostoevskij e la costante dicotomia tra Bene e Male

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Aleksandr Kislov

Quando si studia l’opera magna di Dostoevskij si segue un percorso ben preciso sul libero arbitrio, sul bene e il male. Ritrovarsi infatti di fronte ai voluminosi tomi che hanno composto la sua poetica potrebbe farci sentire piccoli, tanto piccoli. Per questo, in molti scelgono la strada più breve gettandosi tra le braccia del più leggero – anche di peso – Le notti bianche (1848), da cui è stato tratto anche un delizioso film omonimo con Marcello Mastroianni e diretto da Luchino Visconti. Ma immergersi in Dostoevskij è un viaggio che almeno una volta nella vita va fatto. Per lanciarsi nella sua filosofia e vedere davvero la luce – che lui voleva farci raggiungere – basterà seguire il percorso, tracciato da lui stesso, che ci conduce dal male al bene fino alla libertà. Oggi, giorno della sua nascita, vi forniamo questa chiave di lettura proposta da molti critici letterari dell’epoca. Buona navigazione!

Fëdor Dostoevskij

L’11 novembre del 1821 masceva uno tra i più illustri capisaldi della letteratura russa, Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Fu uno scrittore ma soprattutto un filosofo del pensiero occidentale, sviscerò l’animo umano lasciando emergere i tratti negativi e la malvagità dell’uomo, messo costantemente davanti al libero arbitrio.

Dostoevskij approfondì la doppia natura del genere umano, la coesistenza di una radice di bene e una di male,. Lo fece soprattutto ne Il Sosia, in cui il protagonista si ritrova davanti al suo doppio, ma anche ne I fratelli Karamazov con Ivan.

Ma vediamo più da vicino il percorso interiore che molti personaggi si ritrovano a fare nei romanzi dostoevskiani, un percorso che dal bene o dal male li conduce a scegliere se cambiare rotta o se rimanere nello stato originario.

Il bene in Dostoevskij

Pavel Balabanov

In Dostoevskij sono molti i personaggi che tendono al bene. Ne I fratelli Karamazov, Alëša Karamazov è molto vicino all’essere un santo. Ha una profonda conoscenza dell’animo umano e nel corso del romanzo vive anche una sorta di estasi divina. Ne L’idiota appare invece un uomo giusto. L’autore qui si concentra per dare vita al principe Myškin “un uomo positivamente buono”, simile a Cristo.

Anche il Raskol’nikov di Delitto e Castigo inizialmente appare come un uomo ordinario, semplice, che rispetta tutti con semplicità. Ma è proprio questa sua ordinarietà che lo spinge a tentare la sfida con l’assoluto e lo porta, con una spinta superomista, a raggiungere quella libertà interiore per districarlo dalla lotta interiore tra il bene e il male.

Il male in Dostoevskij

raskolnikov | calepio press ©
Raskolnikov

Raskol’nikov infatti, dopo aver compiuto il tragico gesto, pensa di aver risolto ogni sua turbolenza interiore, dato che per una volta ha approfittato di quel diritto di libertà concesso ad ogni uomo. Ma si rende conto che il suo corpo rimane attanagliato alla sofferenza, anzi, inizia ad ammalarsi per la sua scelta. Egli ha trasgredito ed ora deve sopportare il senso di colpa scaturito da quel suo desiderio di libertà. Ed è a questo punto che la medaglia si rovescia e ci si accorge che il bene ed il male hanno la medesima natura.

Ne I demoni, i protagonisti si spingono verso il male proprio come Raskol’nikov, ma differentemente da quest’ultimo, questi sono spinti soprattutto dal nichilismo, da un vuoto interiore che compone il loro spirito. Ma Stavrogin de I demoni approfitta comunque del libero arbitrio per compiere i suoi crimini, nonostante sia molto più vicino al diavolo di quanto lo sia Raskol’nikov.

Ma cos’è il Male? Il male è rappresentato nella pena, nella colpa, nel delitto, nel castigo e nella sofferenza. L’uomo del sottosuolo è l’emblema di questa ricerca, privo di armonia di spirito e impregnato di crudeltà e frammentazione. La libertà significa anche essere liberi di scegliere l’infelicità.

“Sono perfin sicuro, ecco, che verrete nel pensiero d’accettar la sofferenza; adesso non credetemi sulla parola , ma soffermatevi per conto vostro su di ciò. Perché la sofferenza, Rodion Romanic, è una gran cosa”. (Delitto e Castigo)

La libertà in Dostoevskij

Il libero arbitrio che Dostoevskij mette sotto agli occhi dei suoi personaggi, rappresenta dunque un modo per condurli ad una scelta, ad un vero e proprio bivio. Ma la libertà diventa in questo modo portatrice di negatività come di positività. Infatti, ogni personaggio dostoevskiano raggiunge la sua libertà in base al suo unico volere. Ci sono personaggi buoni, come Raskol’nikov, che usufruendo del libero arbitrio sfociano nel male, altri tornano invece nel bene.

L’unità dell’animo dei personaggi di Dostoevskij dunque rappresenta già da una prima analisi la deviazione delle loro scelte. Con il suo percorso, lo scrittore ha provato ad analizzare la dicotomia della natura umana, sempre dialettica e a volte oscura. Ogni personaggio è un individuo spaccato a metà, in cerca della sua strada, spesso identificata con Dio, ma a cui arrivare solo attraverso la propria esperienza.

La differenza tra il bene e il male è separata da una linea sottile dove si installa il libero arbitrio. Ma la libertà spesso ha sconfitto l’uomo che, invece di ricercare armonia ha scelto la distruzione.

Dostoevskij: bene, male e libero arbitrio

L’unità dell’animo dei personaggi di Dostoevskij dunque rappresenta già da una prima analisi la deviazione delle loro scelte. Con il suo percorso, lo scrittore ha provato ad analizzare la dicotomia della natura umana, sempre dialettica e a volte oscura.

Ogni personaggio è un individuo spaccato a metà, in cerca della sua strada, spesso identificata con Dio, ma a cui arrivare solo attraverso la propria esperienza. L’uomo, secondo Dostoevskij, è infatti un doppio e riusciamo a capirlo ne Il sosia. Un individuo non potrà mai essere completamente buono o completamente cattivo. La libertà, massima aspirazione umana, non va intesa come un elemento positivo, perché spesso conduce al male.

Il pensiero dostoevskiano è sempre attuale, ha saputo studiare sapientemente la scissione dell’uomo, l’ambivalenza della sua natura senza dare per scontato che la libertà possa anche condurre un animo buono verso il male.