Full House, una sit-com testimone di un’epoca

Un vintage in camicia unito al nuovo mood di settembre #backtoschool, lo dedichiamo a una sit-com degli anni Ottanta-Novanta, non molto conosciuta in Italia – purtroppo –  che il caro Netflix ha tenuto fra le sue proposte per pochissimo tempo: stiamo parlando di Full House.

Full House, immagine dalla 1a stagione

Uno dei motivi per cui Full house è poco conosciuta è il solito vizio italiano di tradurre a caso i titoli inglesi… di fatto in Italia è conosciuto come “Gli amici di papà” perdendo ovviamente anche il gioco di parole del titolo (tutto esaurito, ma anche casa piena).

Ma di cosa stiamo parlando? Full House/Gli amici di papà è, come dicevamo, una sit-com americana trasmessa dal 1987 al 1995, con ben otto stagioni.

Full House

E di cosa parla la serie? A seguito della morte della moglie Pamela, il presentatore sportivo Danny Tanner di San Francisco chiede al cognato Jesse (un fighettone musicista rock) ed al suo migliore amico Joey (un simpatico cabarettista con l’humor anni Ottanta) di aiutarlo a crescere le sue tre giovani figlie DJ (Donna Jo), Stephanie e la neonata Michelle (di cui parleremo a breve). E così la casa si riempie, ogni stanza è occupata (da qui “full house”).

Di recente è stato prodotto uno spin-off chiamato Fuller House (in italiano molto fantasiosamente Le amiche di mamma) di Netflix, che vede protagoniste le sorelle Tanner e la vicina Kimmy Gibbler. Anche qui il gioco di parole full-fuller (ancora più pieno).

Fuller House

La serie è simpatica, con motivi ricorrenti che ci fanno ridere e affezionarci ai personaggi, dal precisino papà che organizza i giorni delle pulizie, allo svogliato e figaccione zio musicista John Stamos che pure oggi farebbe innamorare chiunque, all’invadente vicina Kimmy, ai drammi della crescita di DJ e Stephanie, fino ad arrivare alle iconiche frasi ripetute da Michelle.

Michelle Tanner

Ma proprio su Michelle abbiamo qualcosa da dirvi. Sapete da chi è interpretata la simpatica e televisissima ultimogenita di casa Tanner? Niente di meno che dalle sorelle Olsen, Mary-Kate e Ashley, che con Michelle segnano il loro debutto sul piccolo schermo a pochi mesi di vita! Come mai tutte e due? A causa delle leggi sul lavoro minorile, i bambini possono lavorare solo poche ore al giorno sul set e quindi usarono una coppia di gemelle. Di 10 serie di gemelli, Mary-Kate e Ashley erano l’unico gruppo di gemelli che non piangevano durante la loro audizione.

Sapevate che nello spin-off dedicato alle sorelle cresciute né Mary-Kate né Ashkey hanno voluto prendere parte? Michelle è solo citata e descritta come impegnatissima nella moda a New York.

Stephanie Tanner

Ma perché ne parliamo ancora di questa divertentissima serie tv? Perché è testimonianza di un’epoca, la fine degli anni ’80 e l’inizio dei mirabolanti anni ’90, in più i vari personaggi rendono facile l’immedesimazione, la crescita – lungo il corso delle 8 stagione e 192 episodi – delle ragazze e il loro percorso scolastico ci fa rivivere il nostro percorso fra asilo-elementari-medie-liceo e ansie varie.

E quindi? Speriamo che Netflix torni indietro sui suoi passi e lo riproponga nel suo catalogo!

Vi piace il nostro nuovo mood? Leggete il nostro ultimo #vintageincamicia!

Noemi Spasari