L’Attimo Fuggente, il ‘Carpe Diem’ per comprendere il senso della vita

“Carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita”

1959, Stati Uniti, in un severissimo collegio maschile è chiamato un nuovo docente: John Keating(il carismatico ed ecclettico Robin Williams). Questo professore inizia a sovvertire l’ordine di insegnamento tradizionale (nella sua prima lezione farà strappare delle pagine di un libro ritenute superflue) suscitando l’ovvio stupore degli studenti, fin troppo abituati ad un ambiente asfittico, e gli scetticismi degli insigni professori dell’accademia. Ma soprattutto Keating si fa portatore del celebre messaggio oraziano sintetizzato nella formula “carpe diem” ovvero saper cogliere l’attimo delle cose, non farci sfuggire niente nel continuo fluire delle contingenze.

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il libro di poesia del signor Keating

“Sono salito sulla cattedra … dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse proprio quando crediamo di sapere qualcosa”, dice, stupendo gli scettici alunni. Spettacolare metafora contrastiva tra uccelli che prendono il volo, si librano nell’aria, invadono lo schermo e studenti soffocati dalla roboante sonorità della Welton Academy.

Robin Williams and Allelon Ruggiero in Dead Poets Society (1989)
il professore sale sulla cattedra

Insegna ai propri allievi anche tramite i versi di famose poesie a coltivare l’anticonformismo, a combattere l’ipocrisia e ad assecondare i propri sogni. Per assecondare i sogni e i desideri dei genitori i ragazzi non erano liberi di esprimere loro stessi, ma seguire la strada che i loro avi non avevano percorso, perdendo forse, la loro occasione. Queste proiezioni utopiste sui figli hanno reso la loro avventura scolastica un vicolo cieco, dove ogni decisione è già stata presa e la loro vita già scritta.

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il professor Keating mentre fa lezione

Il loro eccentrico professore diventa una figura di spicco, un punto di riferimento, colui che li destabilizza e li sveglia dal loro torpore emotivo, rendendoli vivi e coscienti delle loro possibilità, delle libertà e dare voce alla propria anima. La scuola non è solo un momento passivo, dove l’importante è seguire degli obblighi e degli schemi rigidi, ma è il luogo dove si scoprono ed esprimono le proprie emozioni e le si condividono, a essere sé stessi senza paura o riluttanza dei giudizi altrui, a aprire la mente e il cuore.

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le lezioni con i ragazzi all’aperto

Tramite la letteratura e soprattutto la poesia riescono a sdoganare degli stereotipi e fare i primi passi verso quello che è il mondo dell’amore e di vivere nelle varie sfumature di quest’ultimo; da quello impetuoso e passionale di “Romeo e Giulietta”, oppure al dramma di ”Antonio e Cleopatra”, travolti dal desiderio carnale della quale sono stati vittime. Scoprire un “nuovo” Catullo, un “nuovo” Orazio, un “nuovo” Shakespeare, insomma, e, con loro, proseguire il glorioso cammino che trasforma il sentimento in arte.
Tradizione, Onore, Disciplina, Eccellenza. Questo è il motto per sopravvivere nel mondo industrializzato, tecnologico e moderno in cui i giovani dovranno muoversi, ma chi detta le regole? Esistono veramente?.

il professore con i suoi ragazzi in una foto di classe

Ci si muove tra il concetto etico di oggettività e la reale soggettività che è l’esistenza stessa. Williams, nella sua interpretazione profonda e commovente riesce coinvolgere il pubblico e ci dimostra cosa dovrebbe essere il contesto scolastico, e più precisamente che i professori non sono dei dittatori o figure al di sopra di tutto, ma adolescenti cresciuti e che hanno forse dimenticato come ci si sente ad esserlo.

La poesia, musica dell’anima, si effonde tramite i versi, mai analizzarla sul sistema delle ascisse e delle ordinate, bisogna “percepire il lieve bisbiglio dell’arte, succhiare tutto il midollo della vita”. Gli studenti imparano a godere di ogni attimo e ridanno linfa vitale alla ”Dead Poets Society”, tuttavia il vento delle ribellione soffia, sconvolge, distrugge chi ha tentato di spezzare le catene.

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gli studenti che ascoltano il professor Keating

E’ così che l’intraprendente Neil Perry scopre la passione per il teatro, nonostante l’opposizione del padre lo porta al suicidio e che il timido Todd Anderson esterna il suo talento letterario, che il romantico Knox Overstreet insegue il vero amore. Ma tanta rivoluzione non può essere gradita al perfido preside Nolan, che riuscirà infine a riportare l’ordine nella scuola.

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Robin Willams con il cast durante le riprese del film

”O capitano, mio Capitano”, ecco gli incliti versi di Walt Whitman, da cui trae ispirazione Weir, che gli studenti, in piedi sui banchi urlano grati alla loro guida, salutandolo. Queste parole danno voce al ritrovato e vero Todd, che fino ad ora è stata vittima delle restrizioni e dal confronto con il fratello maggiore. Nonostante l’addio al loro amato professore, i magnifici sette sono cresciuti e hanno raggiunto il loro Io e sono pronti a spiccare il volo, rendendolo sicuramente fiero dei suoi discepoli. l film è un raro esempio di felice connubio tra una buona sceneggiatura ed un altrettanto pregevole cast di attori tra cui, oltre al tragicomico Williams, che contribuì personalmente a forgiare il suo originale personaggio, spiccano alcuni giovani talenti, come il notevole R. Sean Leonard e il più fortunato E. Hawke.

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i ragazzi che ringraziano la loro guida citando i versi “O Capitano, mio Capitano”


Qualche volta il cinema riesce ad insegnare molto e permette di comprendere qualcosa sul senso della vita. Con la sua forza un film è capace di riuscire a coinvolgere persino l’anima dello spettatore andando ben oltre lo schermo e colpendo le anime dello spettatore e in qualche modo renderlo cosciente che la realtà non è altro la trasposizione del quadro che è appena stato rappresentato e che, essendo ora consapevoli, siamo anche in grado di stravolgerlo e cambiare queste regole, che in fondo non esistono, se non imprigionate e radicate nelle nostre menti. Possiamo uscire da quella gabbia, come i protagonisti e questo film ne è la chiave, spetta a noi scegliere se uscirne e lasciarsela alle spalle o restare.

il professore ammira stupefatto i suoi allievi prima di andarsene

 Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.

Robin Williams (Professor Keating)