Riscoprendo la mitologia con Madeline Miller

Chiunque scorrendo instagram avrà notato una ritrovata passione per la mitologia e le storie a essa ispirate. Fra questi un nome ha spopolato facendo strage di cuori: quello di Madeline Miller con i suoi libri La canzone di Achille, Circe e il racconto Galatea.

Anche in questo caso, come già raccontato per Pomodori verdi fritti, non si tratta di nuove uscite. Ma allora, come mai tutto questo parlarne? Probabilmente gran parte del merito, ci duole ammetterlo, ma è proprio del social network.
Vediamo, dunque, di cosa stiamo parlando.

Madeline Miller

Scrittrice statunitense, vincitrice dell’Orange Prize nel 2012 per La canzone di Achille, ha studiato lettere classiche alla Brown University ed ha insegnato greco e latino per anni nei licei americani. Madeline Miller è anche una femminista che si batte per i diritti delle donne. E questo a noi Teste d’Uovo piace assai.

La canzone di Achille (2011)

La canzone di Achille fa piangere. Non mento, ho pianto anche io ai livelli della morte di Laverne (Scrubs).
In realtà tutto è iniziato da qui, da una booktoker ha inserito il romanzo all’interno di una lista di consigli di “libri per piangere” e da lì il boom, successo che poi a cascata ha colpito anche Circe e il da poco pubblicato Galatea.

Il romanzo ripercorre la storia d’amore mai palesemente narrata di Achille l’Aristos achaion – il migliore dei greci – e Patroclo dalle fragili pelli. Questo non è un libro, è un’esperienza, è calarsi completamente nella pelle dei due greci, nell’indescrivibile amore che li unisce. E chi avrebbe mai pensato che Achille, descritto come una sorta di bestia inarrestabile, inscalfibile, intoccabile, potesse celare un animo puro, dolce, innamorato di Patroclo più della sua stessa vita?

Circe (2018)

In questo libro la maga di Eea non è più la cattiva della fiaba, la strega che trasforma i poveri marinai in maiali, ma è una dea di “seconda categoria”, maltrattata e mal compresa.

Diverso dal precedente, ma intenso senza dubbio, il romanzo narra la storia della maga a partire dalle sue origini. La storia si apre, infatti, con la nascita di Circe alla corte del dio Elios, suo padre. Un’infanzia priva di affetto, di sensazione di fallimento, fino alla scoperta dei suoi poteri magici che le causarono l’esilio. (Diciamo che un po’ se l’è voluta perché Scilla simpatica non era, ma insomma).

E così sull’isola di Eea la maga scopre appieno i suoi poteri e la sua storia si intreccia con numerose figure maschili, non sempre positive. E sì, con le sue “pharmaka” trasforma chi approfitta della sua ospitalità in animali, a seconda delle loro personalità. Quindi se diventano maiali…

Galatea (2021)

Ecco, questo è quello che ho apprezzato di meno. Ho avuto l’impressione che questo racconto fosse incompleto, come una bozza di idea da revisionare.

Il racconto si basa su una versione del mito che vede protagonista la nereide Galatea. In questa versione Galatea nacque da una statua scolpita da Pigmalione (Re di Cipro secondo alcuni miti) perché riteneva che nessuna donna fosse degna del suo amore. E così nel sonno venne ispirato dalla dea Afrodite per la creazione di questa statua. Terminata la creazione, lo scultore si innamoro della sua opera arrivando a desiderare che fosse una donna vera. Afrodite, che sempre ascolta, diede vita alla statua così Pigmalione e Galatea poterono amarsi.

La storia della Miller parte da qui, dall’ossessione del creatore verso la sua donna perfetta. In questo caso violenza, abuso e solitudine sono i veri protagonisti, insieme però all’istinto di libertà e ribellione. Galatea diventa così un monito e un esempio dal respiro universale.

Insomma, Madeline Miller è un’autrice che vi consigliamo di scoprire. Vi dico solo che ha pubblicato uno spoiler sul suo prossimo progetto “Persephone”.

Noemi Spasari