MTV, tra battaglie e controversie, l’1 agosto 1981 nasceva il canale specchio di una generazione

Seven, six, five… Ladies and gentleman Rock’n’roll”. Un missile che si stacca dalla base, l’entrata in orbita, l’atterraggio di un uomo sulla luna. È con queste immagini che il 1 agosto 1981 MTV diede inizio alle trasmissioni. L’emittente inizialmente via cavo, a pagamento, e dedicata ai video musicali, sarebbe diventata ben presto un bacino multimediale per eventi live, grandi premiazioni, serie tv originali e format esclusivi. “A new concept is born”, dichiarava l’annunciatore, John Lack, nei primi battiti del programma, ed effettivamente così è stato. Il video mostrava lo sbarco del primo uomo sulla luna con in mano una bandiera col logo di MTV.

Noi millennials ricorderemo sicuramente MTV con il cuore in mano, ripensando a tutti i pomeriggi trascorsi davanti alla TV ad aspettare il nuovo video dell’artista più in voga del momento. E in pochi capiranno l’importanza che aveva un canale che trasmetteva video musicali h24 per gli appassionati di musica, soprattutto i più giovani (abituati alle piattaforme e alle comodità dei servizi in streaming). A meno che non avevi un lettore CD, (sì, quegli apparecchi da vecchio dinosauro che a noi sembravano di ultimissima generazione!), non avevi altro modo di ascoltare le canzoni quando volevi tu. Infatti, MTV rappresentava l’unica finestra da cui lanciarsi per ascoltare la propria musica. Se non volevi spazientirti davanti alla radio in attesa della band che volevi ascoltare, l’unica cosa da fare era piazzarsi davanti alla tv e aspettare che passassero il video del tuo cantante preferito, tanto prima o poi lo avrebbero trasmesso.

MTV è stata da sempre una garanzia, prima di Youtube e di Spotify per intenderci. Rappresentava per molti un modo per scoprire nuovi cantanti, per farsi un’idea sul proprio genere musicale preferito, per seguire i gossip su Britney Spears e Justin Timberlake e, perché no, anche per farsi una cultura.

You’ll never look at music at the same way”, disse l’annunciatore in chiusura della prima messa in onda di MTV. E come dargli torto!

Il progetto iniziale di MTV, con iniziale sede a New York, era quello di dare spazio interamente ai video musicali mandandoli in onda a rotazione. A partire dal 2000, però, l’orario dei video musicali venne ridotto per trasmettere reality show (ricordiamo The Osbournes sulla vita quotidiana di Ozzy e famiglia) e serie televisive (come Skins, Diario di una Nerd Superstar, Teen Wolf). Dalle 8 ore dedicate nel 2000, nel 2008 le ore di trasmissione dei video musicali divennero appena 3. Questo era dovuto principalmente al fatto che gli spettatori iniziavano a spostarsi sulla rete Internet e quindi bisognava rimodulare i contenuti. Ad opporsi a questa nuova rivoluzione dell’emittente fu il cantante statunitense Justin Timberlake che sfidò la rete chiedendo a questa di “trasmettere più dannati video!”

MTV ebbe un forte impatto anche per le importanti tematiche sociali che toccava e per cui si batteva. Specchio degli adolescenti in via di formazione, divenne un’emittente influente per molte generazioni. Nel 1992 lanciò una campagna pro-democratica chiamata Choose or Lose, per incoraggiare i 20 milioni di abitanti americani a votare. Alla fine del 1999, promosse una campagna annuale, Fight For Your Rights, con lo slogan “Speak Out/Stand Up Against Violence” (“Alzati contro la violenza”) per sensibilizzare gli spettatori sul crimine americano, sulla droga e sugli atti di violenza. Il 6 aprile del 2001, infatti, l’emittente cessò la sua regolare programmazione per 24 ore come protesta ai crimini avvenuti durante l’anno, trasmettendo un TV movie che raccontava la terribile storia di Matthew Shepard, studente gay massacrato e ucciso da due coetanei nel Wyoming. Degna di nota fu anche la trasmissione sul viaggio dei Sum41 nella Repubblica Democratica del Congo, che divenne testimonianza dei conflitti che c’erano lì.

10 marzo 1983

Tuttavia, anche MTV peccò di gravi mancanze nel suo format. Nei primi tempi, i video musicali contenenti droga, satanismo, sesso, violenza, armi da fuoco e pubblicità venivano censurati o trasmessi nelle ore notturne. Sin dagli esordi, era anche difficile vedere artisti neri nei programmi. Loro si giustificarono sostenendo che gli artisti afro-americani non facevano musica rock, e loro trasmettevano solo quel genere! Prima del 1983 anche Michael Jackson faticò a vedere un suo video musicale su MTV. Sembra che proprio Billie Jean, mandato in onda per la prima volta in quell’anno, fu la rottura della barriera razziale di MTV. Ma d’altronde si trattava di un’emittente nata negli Stati Uniti, Patria della Contraddizione.

Ricordiamo che l’emittente fece emergere anche molti VJ. MTV Italia lanciò ad esempio molte personalità che oggi ritroviamo nel mondo televisivo o radiofonico: come Alessandro Cattelan (ormai in lizza per presentare l’EuroVision 2022 in Italia), Ambra Angiolini (vabè, si sa che fine ha fatto), Camila Raznovich, Carlo Pastore, Carolina Di Domenico, Daniele Bossari, Elena Santarelli, Elisabetta Canalis, Enrico Silvestrin (come non ricordarlo in Distretto di Polizia!), Fabio Volo, Federico Russo, Francesco Mandelli, Giorgia Surina, Giorgio Pasotti, Luca Bizzarri, Maccio Capatonda, Mario Adinolfi (ebbene sì!), Paola Maugeri, Pif, Paolo Kessisoglu e l’indimenticabile Victoria Cabello.

Ma va bene così, chiudiamola qui perché un Millenial non smetterebbe mai di parlare di MTV e della TV in quegli anni (e delle emozioni che ci trasmetteva – e della quantità di TRASH che oggi ricordiamo come i più alti momenti culturali della nostra generazione!). Cavolo, ho dimenticato di citare il memorabile bacio tra Christina Aguilera, Britney Spears e Madonna, vestite da sposa, agli MTV Video Music Awards del 2003. Ma non c’è più spazio, vi lascio una foto e la chiudiamo qui.

Elisabetta Di Cicco