Murakami, lo scrittore che danza tra il reale e l’irreale

Alzandosi lentamente, Tamaru disse:
– Cechov ha scritto: «Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari».
– Che significa?
Tamaru si mise in piedi di fronte a Aomame. Era più alto di lei solo pochi centimetri.
– Vuol dire che in un racconto non si devono introdurre oggetti se non sono necessari. Se in un racconto spunta una pistola, è necessario che a un certo punto della narrazione venga fatta sparare. Cechov amava scrivere racconti privi di fronzoli.
Aomame si sistemò le maniche del vestito, e mise in spalla la borsa a tracolla.
– È questo che ti preoccupa. Pensi che se la pistola appare in scena, sicuramente farà fuoco.
– Assumendo il punto di vista di Cechov, sì.
– Quindi potendo vorresti evitarti di procurarmi la pistola.
– È un’arma pericolosa e illegale. Inoltre, aggiungerei che Cechov è uno scrittore attendibile.
– Ma questo non è un romanzo. Stiamo parlando del mondo reale.
Tamaru socchiuse gli occhi e guardò fisso il volto di Aomame.
– Chi può dirlo?
(1Q84)

Nulla è lasciato al caso, almeno così sembra accadere in ogni romanzo di Murakami Haruki, lo scrittore giapponese ormai entrato a far parte del filone chūkan shoosetsu, ossia la letteratura di massa. Tra i suoi romanzi più notevoli citiamo Kafka sulla Spiaggia, Norvegian Wood, 1Q84, ma anche Nel segno della pecora e il suo sequel Dance, Dance, Dance e il recente L’assassinio del Commendatore. La letteratura di Murakami è strutturata come delle scatole cinesi, alternate fra loro tra Reale e Irreale, coloratissime e un po’ pop, sovrannaturali ma sature di cultura mass-mediatica.

Il concetto Čhecoviano della “pistola che deve sparare“, citato sopra nell’estratto di 1Q84, è presente anche in Kafka sulla Spiaggia,
Come ha dichiarato molto bene lo scrittore russo, “Se in una storia compare una pistola, è necessario che spari”. – Non si può fuggire all’infinito. – No, credo di no, – dico. Questa frase è espressa dal colonnello Sanders nella trilogia 1Q84, un personaggio surreale che compare all’improvviso per dare una mano ad Ōshima a trovare la pietra che aprirà un portale.

Vestendo per un attimo i panni del protagonista potremmo percepire che la pistola, lasciata nella tasca interna del nostro ipotetico giubbotto, è invisibile ma riesce ad essere comunque sensibile al tatto perché noi sappiamo che è là ed essa ci sfiora il fianco ricordandoci della missione da compiere. L’arma potrebbe diventare il simbolo dell’irrealtà che preme sulla nostra vita quotidiana, continuiamo a passeggiare, a preparare la zuppa di miso e a recarci in ufficio, ma quando camminiamo sentiamo il suo peso nella tasca, ci ricorda che è sempre là. Adoperare l’irreale per divincolarsi dal reale, quando questi due mondi si interscambiano troppo spesso tanto da non riuscire a distinguere cosa sia sogno e cosa realtà, questa è la chiave per entrare nella mente di Murakami. Il protagonista di Kafka sulla spiaggia, ad esempio, sogna costantemente una signorina Saeki giovanissima che entra nella sua stanza da letto. Al mattino la signora Saeki è una donna matura e scostante che non presenta più quelle caratteristiche possedute in quel sogno così realistico. Ma allo stesso tempo, la donna sembra strizzare gli occhi agli avvenimenti della notte prima, complice di quel sogno.

In tutta la letteratura di Murakami l’irrealtà e la realtà danzano tra loro, piroettando su loro stesse, intrecciandosi e fondendosi. Gli stessi personaggi vengono catalogati in personaggi reali e personaggi che tendono all’irrealtà. Alcune figure sembrano infatti appartenere ad un mondo onirico, ma sono proprio queste che riescono ad accompagnare il protagonista e a condurlo in punta di piedi ad una risoluzione.

Ma prima di analizzare i personaggi irreali, soffermiamoci sui protagonisti dei romanzi di Murakami o meglio il protagonista. Difatti si potrebbe ipotizzare che il protagonista di ogni libro sia sempre il medesimo, dalle stesse caratteristiche, dalle stesse disillusioni e tendenze, dalla stessa qualità d’azione. Il protagonista tipo è un uomo o un adolescente, prettamente riflessivo e mai superficiale, solo, alla ricerca della verità e di se stesso. Non è mai davvero legato a qualcuno, né alla famiglia, né a un amore. Il protagonista di Murakami è qualcuno che ha deciso temporaneamente di distaccarsi dalla società consumistica e dal lavoro sfiancante per percorrere un viaggio interpersonale indagando su qualcosa. Tamura Kafka lascia la sua città, la scuola e scappa di casa il giorno del suo compleanno; Tengo si prende ripetutamente giorni di ferie dal lavoro per risolvere le questioni che gli si palesano sulla strada; il protagonista di Nel segno della pecora fa un viaggio di lavoro alla ricerca di una particolare razza di pecora che potrebbe costargli la vita.

Un elemento molto importante in tutte le sinossi dei romanzi è di certo la presenza della figura femminile. Ogni personaggio maschile oscilla tra la donna ideale, che vive solo nella sua mente, e quella terrena. La donna terrena è colei che ogni volta tende un filo rosso per aiutare l’uomo a congiungersi con la donna ideale ed è sempre dotata di poteri sovrannaturali per farlo. Ne Il segno della pecora il protagonista, il quale deve portare a termine uno strambo enigma commissionato dal suo capo, è affiancato da una bellissima ragazza dalle orecchie sublimi che grazie al suo sesto senso lo avvicineranno a scoprire il nascondiglio del Sorcio ma soprattutto l’ubicazione del Dolphin Hotel. Lo stesso albergo tornerà anche nel seguito del romanzo, Dance, Dance, Dance, ma stavolta il protagonista non sarà più accompagnato dalla ragazza, anzi, la cercherà assiduamente data la sua improvvisa sparizione. La ragazza dalle belle orecchie scomparsa lo condurrà a vivere episodi di irrealtà e momenti onirici che non avranno nulla a che fare con la realtà. Egli si sente infatti spossato e disorientato, sarà in grado di sopravvivere a questi viaggi solo grazie ad un’altra presenza femminile, una donna che lavora come receptionist del nuovo albergo che sorge sul vecchio Dolphin Hotel, è grazie a lei che ogni tanto potrà tornare a respirare l’ossigeno del vero mondo.

In Kafka sulla spiaggia la stessa dicotomia nelle figure femminili torna con la signora Saeki, proprietaria di un grande patrimonio bibliotecario e Sakura, una giovane conosciuta per caso su un pullman. In realtà, la signora Saeki prevede una scissione tra realtà ed irrealtà già in se stessa: il personaggio ha infatti due vite parallele, una onirica in cui appare nella sua bellezza giovanile ed una reale e quotidiana che la raffigura nella vita attuale.

Nella trilogia di 1Q84 Tengo conserva in sé il ricordo della compagna di scuola Aomame, inizia a nutrire addirittura un sentimento di amore nei suoi confronti nonostante non l’abbia più rivista. Ed è Fukada Eriko, la giovane scrittrice de La Crisalida d’Aria, che grazie alla sua sensibilità ed ai suoi ambigui poteri, riesce a creare una connessione tra i due facendoli incontrare. Ma Aomame e Fukada sono collegate molto di più che da un filo rosso, sembrano essere l’esatto upside-down dell’incredibile storia che tiene incollati alle pagine. Le due sembrano avere una “finalità” speculare, ed è come se sentissero le stesse sensazioni e le medesime paure in alcune situazioni. Lo stadio più alto in cui arriviamo a comprendere ciò è quando Tengo ha un rapporto sessuale con la giovane Fukada ma è Aomame a rimanere incinta di lui, nell’esatto istante in cui lei era alle prese con l’omicidio del leader della setta (padre di Fukada).

I protagonisti dei romanzi di Murakami instaurano continuamente rapporti profondi e sottili tra loro, legami sovrannaturali ed astrali che lasciano che questi si connettano inconsciamente svolgendo azioni casuali. In Kafka sulla spiaggia è prevedibile un forte legame tra  Tamura Kafka e Nakata, il vecchio in grado di parlare con i gatti e che da bambino perse la memoria.

Trovare concatenazioni poco percepibili presenti nelle storie di Murakami porterebbe via pagine su pagine. Potremo infatti dedicare del tempo anche nell’indagine del rapporto tra il protagonista pittore de L’assassinio del Commendatore e la ragazzina Mariye Akigawa, ma probabilmente finiremo per dilungarci.

Basterà capire che i segreti e i piccoli dettagli che legano tra loro i vari personaggi e le continue sorprese che potremmo trovare tra le vicende dei vari Kafka, Tengo ed Aomame rappresentano quella ricchezza inconfondibile che solo un grande romanziere come Murakami può regalarci.

Elisabetta Di Cicco