“Tre uomini e una gamba”: il cult di Aldo, Giovanni e Giacomo che ci fa ancora ridere dopo quasi venticinque anni

Seppur dal carattere leggero, “Tre uomini e una gamba” è una vera e propria colonna portante del cinema italiano, che ridefinisce la comicità sul grande schermo e battezza il trio comico.

Esce nel 1997, con la regia, il soggetto e la sceneggiatura del fidato Massimo Venier e gli stessi Aldo, Giovanni e Giacomo, che si prestano anche come attori e ottiene un successo oltre ogni aspettativa.

A fargli compagnia c’è la loro “famiglia di scena”, che li accompagna da sempre anche in teatro: Marina Massironi e Carlo Croccolo (purtroppo scomparso nel 2019). Tutti insieme mettono in scena vari sketch e personaggi, rimasti poi molto famosi nell’immaginario collettivo e che ancora oggi mi portano alle lacrime dalle risate: “Biglietto Amaro” con Ajeje Brazorf (parodia del cinema neorealista con il titolo che prende in giro Riso Amaro), il Conte Dracula e L’Inganno della Cadrega (Da romana trapiantata a Milano sono stata bersagliata da questo raggiro mille volte, maledetti!), e la prima apparizione dei mafiosi italo-americani Al, John e Jack, futuri protagonisti dell’omonimo film del 2002.

Gli sketch sono inseriti all’interno della vera trama del film che racconta di Aldo, Giovanni e Giacomo: tre amici alle soglie dei quarant’anni, chi più chi meno disillusi dalle loro scialbe vite.

In un’afosa estate milanese, si mettono in viaggio verso Gallipoli dove, di lì a pochi giorni, avrà luogo il matrimonio di Giacomo con la figlia del cavalier Eros Cecconi, un volgare e irascibile imprenditore romano, proprietario del negozio di ferramenta in cui tutti e tre lavorano malvolentieri, nonché già suocero di Aldo e Giovanni. I tre devono anche portare all’uomo il suo ultimo acquisto: una scultura di legno a forma di gamba realizzata dal noto scultore Garpez. Con loro viaggia anche il cane Ringhio, un bulldog affidato dal suocero ai tre amici.

In occasione di una sosta presso una stazione di servizio, i tre dimenticano Ringhio attaccato al bagagliaio dell’auto provocandone la morte e, di conseguenza, goffamente, cercano di nascondere la notizia al loro suocero. Successivamente la loro vettura viene tamponata da quella di Chiara, anche lei diretta al Sud per le vacanze; la ragazza cattura immediatamente l’attenzione di Giacomo. I quattro partono, quindi, alla ricerca di un meccanico che possa riparare le loro auto; ne trovano uno che, però, è in pausa pranzo.

Lo rintracciano al cinema dove, durante la proiezione della pellicola, improvvisamente Giacomo si sente male. Ricoverato in ospedale, qui è costretto a passare la notte; rimane con lui Chiara, la quale ha presto legato con i tre amici. Il loro arrivo a Gallipoli viene, quindi, rimandato di un giorno, scatenando l’ira del cavalier Cecconi, che non perde occasione per vessarli: la cosa, durante quella stessa notte, porta Aldo e Giovanni a farsi delle domande sui loro sogni e aspirazioni, tarpati da una vita piatta nonché dall’oppressivo suocero.

Il giorno dopo i quattro ripartono insieme, ma la loro auto finisce nuovamente in panne; mentre gli altri sono impegnati a cercare di riparare il guasto, Aldo trova per caso un cane randagio e ne fa il “nuovo” Ringhio. Durante una sosta vicino a un lago, mentre i quattro si prendono una pausa facendo un bagno, il cane urina sulla gamba: Giovanni tenta di lavarla nel fiume, ma la fa accidentalmente cadere in acqua.

La scultura viene recuperata alla foce del fiume da un gruppo di muratori marocchini che, ignari del suo reale valore, ne hanno fatto il palo di una porta durante una partita di beach soccer. Aldo, Giovanni, Giacomo e Chiara propongono loro di contendersi l’oggetto in una sfida, che tuttavia perdono malamente, sicché Chiara convince gli altri a trasformarsi in ladri e trafugare nottetempo l’opera. Anche questo tentativo fallisce e, una volta scoperti, vengono portati in caserma, dove fortunatamente la vittima del furto prova compassione per loro e li lascia ripartire con il prezioso manufatto.

Intanto Giacomo capisce di essersi ormai innamorato di Chiara, la quale, a sua volta, pare in qualche modo ricambiare questi sentimenti; tuttavia la donna, quasi al termine del loro viaggio, inaspettatamente trova una scusa per proseguire il suo cammino da sola. Arrivati finalmente a destinazione, le avventure degli ultimi giorni hanno fatto riflettere i tre amici sulla loro condizione: giunti faccia a faccia con l’odiato suocero, Giacomo decide di non sposarsi più e, una volta consegnata la gamba, i tre si danno alla fuga verso una nuova vita.

“Tre uomini e una gamba” è davvero un’esplosione di risate e la fortunata accoppiata con Venier (che durerà parecchi anni) fanno di questo film un vero cult, con scene e battute che sicuramente tutti abbiamo sentito. Guardare per credere! In streaming lo trovate in abbonamento su Disney Plus e Infinity TV.

Ottavia Squarti